| Di positronico,
lunedě 28 dicembre 2009
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Telegiornali, giornali e pseudo programmi gossip ci bombardano negli ultimi giorni di questo 2009, con le loro classifiche e statistiche. "E' stato l'anno del verde"," abbiamo speso di meno in vestiti e di più per i computer", "è morto Mike Buongiorno" e "George sta con Elisabetta", ma a noi cosa importa?
Quello che ci interessa, o che almeno dovrebbe interessarci, è l'eredità che ci lascia il 2009. Sono successe tante piccole cose che però hanno cambiato il mondo. Partiamo dalla situazione internazionale. Potrei citare l'Iran o l'Afganistan, l'Iraq e la Cecenia, ma un fatto ancora più importante è quello che è scaturito dalla recente conferenza sul clima. Un gran bel nulla di fatto in definitiva. Il surriscaldamento terrestre è reale e visibile, ma qualcuno si oppone, dicendo che non esiste (per la cronaca il presidente del Consiglio ha firmato la prefazione di un libro che deride gli scenziati che ci incitano a tenere d'occhio le temperature. Quindi è inutile portare queste riflessioni nel 2010. E siccome il riscaldamento non esiste e l'Italia non ne è minacciata, pensiamo a costruire il ponte sullo stretto, a futura memoria di questo grande governo. Per dirne una, l'impatto ambientale sarà devastante, senza contare lo stato in cui si trovano le autostrade italiane. Ma il ponte non è l'unica opera pubblica che si sta realizzando. Mentre in Giappone viene presentato il treno superveloce, noi ci affanniamo nel realizzare l'alta velocità e per contrasto facciamo si che gli intercity siano sempre più lenti, i binari sempre più pericolosi, le condizioni dei treni sempre più da terzo mondo. In realtà tutto questo è in linea con la politica all'italiana, che prevede una provatizzazione delle società con dividendi privati e debiti pubblici (vedi Alitalia, Trenitalia, Telecom). Quindi non è una novità, è roba vecchia, inutile portarla come insegnamento nel 2010. Ci sono però delle importanti rivoluzioni che sembrano cambiare il mondo. No, non parlo di grandi scoperte, ma del passaggio al digitale terrestre, che sembra interessare i telegiornali più della mafia. Nessuno dice che si tratta di una teconologia vecchia di 10 anni che in Francia è stata un fallimento e che è molto peggio del satellite. D'altra parte non è più il caso di parlare in tv di mafia visto che gli arresti di due mafiosi hanno sgominato completamente cosa nostra e il tg5 all'indomani di un arresto annunciato da tempo proclamava: "chi comanda adesso a Palermo?". Se un pentito parla troppo, basta chiedere ai suoi capi non pentiti di smentire omicidi che loro avrebbero compiuto. Questo è un grande insegnamento da portare nel 2010. E poi basta parlare di Papi, veline, escort, mutandine all'Unione Europea, case fatiscenti per i terremotati, accordi con la mafia, minacce al premier in cambio di favori, analisi sull'assassinio di Falcone,politici che vanno a trans, ex terroristi pagati dalla DC, comunisti che ora vanno in chiesa, finti partiti che sfumano nel nulla, surriscaldamenti che non esistono, politici strapagati e politici che rubano in Campania. Basta con questa strategia dell'Odio, altrimenti poi un pazzo o un paio attaccano le Sante Persone che si apprestano solo a compiere gli uffizi religiosi.. E perchè dire che i cervelli fuggono, che i giovani non trovano lavoro o che c'è crisi? non è vero. E' solo un modo per sminuire le istituzioni. Basta far vedere gente in cassa integrazione, basta parlare di ricercatori che guadagnano 1000 euro, questo alimenta odio. Il 2009 non deve lasciarci in eredità quest'odio e questa critica non costruttiva, ma deve farci credere che le riforme continueranno. Quella contro i fannulloni (non i parlamentari, gli altri), quella della scuole o della sua distruzione, quella della giustizia fai da te perchè lo stato non la fa, quella dello scudo fiscale per riportare i fondi dei mafiosi in Italia, dei processi veloci tanto da non essere visti proprio da alcuni. In compenso un'opposizione "forte" continua a dividersi e non farsi sentire, dimstrandosi sempre più succube della voglia di governare e vecchia di persone e idee. Magari dovremmo guardare un pò a quel presidente abbronzato (si fa per ridere che ci importa) che sta riformando la sanità americana scontrandosi contro tutto un mondo assicurativo che porta avanti l'economia del paese e che non ha voluto neanche come giardianiere gente con la stessa fedina penale di alcuni nostri parlamentari. Ma l'eredità del 2009 deve essere quella di non incrementare l'odio, di essere più buoni e perdonare chi ci lancia un duomino addosso, recuperando i valori come il crocifisso e il presepe. E se per fare questo bisogna discriminare, offendere, uccidere chi è in carcere, non tollerare i diversi, non è un problema nostro, noi siamo i buoni, quelli non coglioni e non abbronzati, cristiani dell'ultima ora. La vera eredità del 2009 è quella di essere tutti un po più puffi, stare lontani da Travaglio, Birba, Di Pietro e Gargamella, in attesa che madre natura ci dia la mano, magari in bichini. E chi se ne importa se precipitiamo nella classifica dei paesi con libertà di informazione, abbiamo il sole, il mare, i monti e le case chiuse. Queste cose, nessuno può impedirci di partarle nel 2010. |